VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli anziani
Per la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani che si celebra il 26.07.2026, il tema scelto da Papa Leone XIV è “ io invece non ti dimenticherò mai” , tratto dal libro del Profeta Isaia.
Il messaggio del Santo Padre di incoraggiamento agli anziani “ non abbiate paura della fragilità” si coniuga con quello rivolto ai più giovani a rendersi capaci di un “tenero ed affettuoso incontro”.
E’ l’ invito all’incontro tra generazioni che contribuisce ad una società più solidale ed accogliente, ma è anche l’invito a prendere consapevolezza del significativo cambiamento demografico che interessa il nostro Paese.
In Italia, quasi un anziano su tre (29,5%) vive da solo, con percentuali che aumentano progressivamente con l'avanzare dell'età. Secondo i dati del Rapporto Censis, la solitudine domestica sale al 37% nella fascia over 75, fino a raggiungere quasi un over 85 su due (49,9%).
Lo stesso Rapporto rivela che:
I fabbisogni legati alla vecchiaia rappresentano una sfida decisiva per l’Italia, visto che già oggi le persone con almeno 65 anni costituiscono il 25,1% della popolazione totale, dato che rende l’Italia il Paese più longevo dell’Unione europea. Un’onda grigia potente che può diventare un problema perché si affianca al crollo della natalità e al rarefarsi dei giovani.
Il cambiamento demografico incrocia inesorabilmente il sistema qualitativo di vita soprattutto con riferimento a chi avanza negli anni: nelle città soffrono maggiormente per la mancanza di servizi di prossimità, a cominciare da quelli di generi alimentari, per l’assenza di presidi sanitari di quartiere cui rivolgersi; tanto,non tralasciando di considerare la crescente digitalizzazione che, se da un lato può costituire strumento di inclusione, dall’altro presenta enormi difficoltà di accessibilità soprattutto per persone anziane ! SPID, Carta d'Identità Elettronica (CIE) e l'home banking !!
Ed è ancora soprattutto nelle città che la crisi climatica impatta sulla vita di tutti, ma innanzitutto sulla popolazione più fragile, rappresentando una grave minaccia per i nostri anta!. A questo si aggiunge la difficoltà di sopravvivenza legata a pensioni, per lo più, non adeguate all’aumento del costo della vita e alle esigenze crescenti per la fascia di età.
Significativa al riguardo la nota del prof. Bernabei della rete Italia Longeva ,il quale ha già avuto modo di affermare :“Dobbiamo evitare che l’Italia diventi un enorme ma disorganizzato ospizio nel quale resteranno pochi giovani costretti a lavorare a più non posso per sostenere milioni di anziani soli e disabili. E a questo scopo prevenire le malattie non basterà. Visto il numero di over85, bisognerà far fronte alla inevitabile perdita di autonomia, investendo in reti assistenziali, competenze e tecnologia.” Ed ancora : “Le famiglie, pilastro del nostro welfare, saranno sempre meno numerose, pertanto i servizi sociosanitari, che già oggi coprono solo un quarto del fabbisogno, dovranno essere integrati sempre più dal supporto di badanti, da nuove forme di mutualità e, probabilmente, da un ritorno allo spirito di comunità”.
In siffatto scenario, accanto ai servizi professionali, le nuove generazioni, anche del mondo del volontariato, possono svolgere un ruolo fondamentale rispondendo all’invito del “ tenero ed affettuoso incontro”!
Teniamo ben fermo, però, che al messaggio di speranza “io non ti dimenticherò mai” segue la promessa del Profeta “ Ecco ti ho disegnato sulle palme delle mie mani” ! Tanto a significare anche l’esigere dallo Stato la priorità dei bisogni di ogni cittadino !