La vita è un sogno

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Esiti dirompenti nella congiunzione tra guerra e donna

Tracciare una linea di congiunzione tra la guerra e la donna/e appare fin troppo facile in quanto esse non soltanto offrono “figli” alla guerra ma, essendo il ventre che custodisce la vita, sono quelle che più aborriscono la guerra.

La liaison tra guerra e donna conduce ad esiti, dirompenti, non solo nei termini della libertà femminile data e della conseguente dislocazione delle relazioni uomo-donna, ma anche nei termini della possibilità che si apre col fine di ripensare i modi dell’esistenza umana e del suo stare nel mondo. La coscienza femminile è come un luogo sospeso atemporale ove presente, passato, futuro incrociano il loro destino rivendicando la rilevanza della vita. Giorni felici, giorni meno felici, giorni che sanno di amarezza, giorni di ricordo, giorni di pienezza, giorni di futuro, giorni di lacrime e giorni di rimpianto: niente decade, niente va perduto, niente si smarrisce nemmeno una lagrima di dolore o un sorriso di gioia. Così la guerra incrocia il proprio destino col desiderio di pace e mentre cadono le bombe e i razzi sorvolano i palazzi e mentre la vita cerca una sorta di quotidianità, il cuore della donna immagina giorni a venire nei quali un cielo azzurro sarà lo sfondo dei suoi sogni.