I capelli delle donne: simbolo di sovvertimento

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La morte della giovane curda infiamma le proteste in Iran - Comunicato Stampa - Roma, 21 settembre 2022

“In Iran continuano le proteste delle donne che si ribellano, bruciano hijab e tagliano i capelli dopo la morte di Mahsa Amini, donna curda di 22 anni, morta in ospedale il 16 settembre scorso tre giorni dopo l’arresto, da parte della polizia morale di Teheran, avvenuto solo perché un ciuffo di capelli fuoriusciva dal velo in cui era avvolta”. Così Renata Natili Micheli Presidente nazionale del Centro Italiano Femminile che aggiunge: “Nel Talmud leggiamo che la voce delle donne è una “nudità” perché, alla stregua dei capelli seppure in modo diverso, la voce esce dalla profondità verso l’esterno. Per questo deve restare all’interno del corpo, della casa, del gruppo, del focolare perché quando varca questa soglia, costituisce una minaccia di inversione del mondo”. E conclude: “In realtà, i gruppi che cercano di tenere le donne nello spazio di una realtà chiusa, esprimono un’angoscia molto tradizionale: quella della contaminazione, che altera gli equilibri stabilizzati sui quali è costruita tutta la realtà dei rapporti sociali tesi a riprodurre il confine che separa il privato dal pubblico”.