di Maria Pia Campanile Savatteri
EDITORIALE "Cronache e Opinioni" n. 12/2011
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Con viva preoccupazione il Cif ha seguito e segue la difficile crisi economica che ha portato il nostro Paese a vivere momenti di forti tensioni, allentatesi negli ultimi giorni grazie al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al suo lavoro instancabile, alla sua autorevolezza, alla sua volontà di fare emergere l'Italia vera, autentica, onesta, capace di sacrifici, ricca di professionalità davvero al servizio del Paese. Così oggi ad un governo di "tecnici con l'anima", con idee chiare e saldi valori, guidato dal Prof. Sen. Mario Monti, è stato affidato il compito di ricollocare l'Italia nell'Europa - di cui siamo stati fondatori - come il grande Paese è. Da subito ci ha colpito e confortato lo stile pacato e sicuro del nuovo Presidente del Consiglio che conosce "i nostri mali" ed ha accettato di guidare "un governo di impegno nazionale per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di emergenza". Questa consapevolezza l'abbiamo avvertita e la leggiamo come un messaggio di speranza. La nota competenza dei ministri incaricati, il loro profilo umano e professionale, dà contezza del loro impegno libero da tornaconti personali, rivolto lealmente al bene comune di tutti i cittadini. La presenza, inoltre, di Anna Maria Cancellieri agli Interni, di Paola Severino alla Giustizia, di Elsa Fornero al Lavoro e Welfare, tre donne a cui sono stati affidati tre importanti dicasteri, è sicuramente il dovuto riconoscimento a storie di merito, di valore professionale e di vita vissuta, ma è anche il riconoscimento, finalmente non più solo a parole, che le donne con il loro lavoro contribuiscono allo sviluppo del Paese, della società e della democrazia. La valorizzazione del lavoro delle donne e dei giovani - il cui livello di istruzione va elevato - sono il "fine" dell'attività di questo governo. Le condizioni per operare il cambiamento da tempo invocato da tutti, anche attraverso le pagine del nostro "Cronache e Opinioni", ci sono, ma è necessario che tutti contribuiamo a promuoverlo, facendo ognuno la propria parte con intelligente e decisiva collaborazione: partiti, sindacati, forze economiche, informazione, associazionismo. Il passaggio è arduo, noi cittadine associate nel CIF - nato nel 1944 per la ricostruzione del Paese all'indomani della guerra -, forti della ispirazione cristiana, assicuriamo oggi come allora il nostro contributo e impegno di idealità e di razionalità per guardare con fiducia il futuro e rivitalizzare la democrazia con una rinnovata presenza e partecipazione. |