Saluto della Presidente nazionale del Cif
Anna Maria Mauro Pastorino

Seminario di studio - PER DARE UN FUTURO ALLA VITA -  Roma, 29 febbraio 2008


La conclusione del progetto Prima, relativo alla prevenzione e risoluzione delle moderne criticità in ambito familiare in prospettiva femminile è parsa al Cif un momento opportuno per una riflessione su nuovi percorsi in cui i consultori familiari di ispirazione cristiana - segnatamente i Consultori Cif - sono chiamati ad impegnarsi ed a misurare la propria creatività e professionalità alla luce delle difficoltà che attualmente registrano e del confuso dibattito in corso, forti dell'esperienza accumulata negli ani con la peculiarità dei valori che li animano e li caratterizzano.

La prima idea di consultori familiari come aiuto alla famiglia intesa nella propria complessità di vita risale, come è noto, al 1945 grazie all'intuizione di un sacerdote il quale comprese che la ricostruzione dell'Italia nel secondo dopoguerra passava anche attraverso la ricostruzione delle famiglie. Da qui l'origine dei consultori familiari di ispirazione cristiana.
In seguito nel 1975, una legge dello Stato li istituì e successivamente singole leggi regionali ne consentirono l'attuazione.

In breve tempo da nord a sud del Paese in molte comunità si costituirono consultori familiari di iniziativa cristiana in coerenza con la legge nazionale istitutiva volta ad un servizio di consulenza e di educazione delle coppie e della famiglia nonché di assistenza alla maternità.
Negli anni '90 l'Ufficio nazionale della CEI per la pastorale della famiglia presenta un documento informativo e formativo sulla legge 405/75 sui consultori pubblici rilevandone il carattere innovativo rispetto alla cultura dominante, in quanto unica esperienza di pubblico servizio che aveva come referente diretto la famiglia, anzi la complessità delle reti di relazione familiari. Laddove la legge sanitaria 833/78 considerava come unico destinatario l'individuo.

Di fatto poi l'opera dei consultori familiari si è sempre più orientata verso i bisogni del singolo individuo in senso sanitario; invece i consultori cristiani hanno assunto via via un ruolo complementare e innovativo ma non alternativo o in contrapposizione ai consultori pubblici. Da subito e nel corso degli anni l'obiettivo è stato quello di individuare ambiti operativi nuovi in cui potersi inserire in modo proficuo e complementare accanto ai consultori pubblici, allargare e rendere più flessibile il campo di azione e più adeguato ai mutati bisogni della famiglia e della donna all'interno di una società che assai velocemente è soggetta a cambiamenti.

Un contributo in tal senso il Cif ha cercato di dare anche attraverso questa ricerca-intervento finanziata dal Ministero della Solidarietà Sociale di cui ascolteremo i risultati. Siamo convinte che la ricerca, lo sviluppo, i progetti siano necessari e debbano essere orientati verso servizi nuovi a complemento di quelli già erogati dalle strutture pubbliche, per stimolare nei nostri consultori quella capacità di progettazione più ampia che tenga conto di tutti i problemi oggi sul tappeto, mettendo in comune esperienze, professionalità e valori.

È necessario prevedere che i consultori privati e in special mondo quelli di ispirazione cristiana, fuoriuscendo dall'abitudinarietà dei servizi offerti dai consultori pubblici, sappiano assumere un carattere di specificità per offrire alle famiglie oltre che un supporto un luogo di condivisione e di crescita umana.