Pandemia, occasione per consolidare rapporti affettivi

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Intervista di Paola Batini a Salvatore Grimaldi, Medico pediatra, Neuropsichiatra infantile

Dottore, una pandemia che ha sorpreso tutti…
La situazione è straordinaria, unica e sconosciuta.

Adulti-bambini, un rapporto nuovo per la situazione di emergenza
Si richiede agli adulti e ai più piccoli uno sforzo cognitivo, affettivo e mentale. …molto differente dalla normalità. Occuparci dei nostri figli è la priorità di questo tempo particolare. Se all’adulto non arriva un messaggio di solidità e chiarezza né dalla politica, né dalla scienza trasmetterà ai figli il sentimento di rabbia, instabilità, paura… Il contagio emotivo trasmesso dovrebbe essere costruttivo e propositivo come trasmettere la propria capacità di sopportare questa situazione “straordinaria, momentanea, unica”.

La politica…
I messaggi politici che arrivano all’adulto dimostrano ancora una volta che la politica non è maturata in questo tempo. Le scelte appaiono poco risolutive e la delega e le task force sono divenute un modo per prendere tempo.

E la scienza?
Voglio ricordare i fondamenti del lavoro scientifico di quattro secoli fa… le parole di Galileo Galilei del 1610: “Provvisorie verità, sensate esperienze, necessarie dimostrazioni”. Questo virus, Covid-19 ha dimostrato che la scienza ne sa ancora molto poco…

Quale il ruolo dei Genitori e dei Nonni?
I nonni possono aiutare molto la famiglia (come sempre). I contatti devono rimanere stabili. Condividere è la parola chiave. I gesti, i momenti, i dubbi. Ma anche cose semplici: una ricetta, la musica, un consiglio, un film da vedere, una proposta per il futuro; un prossimo viaggio insieme. Darsi un appuntamento quotidiano telefonico o in video diventa un gioco per entrambi e rasserena l’ambiente. Si possono leggere favole, libri o raccontare storie. Anche per gli adolescenti sentire che i nonni ci sono, è importante. Con il sorriso e la gioia per non sentirsi mai soli. Entrambi!

Le parole rassicuranti…
Tre parole fondamentali: continuità, prevedibilità, affidabilità.

La quarantena ha scatenato violenze?
Sì, dove le persone non sono preparate a stare insieme, a condividere sono aumentati i femminicidi, liti brusche, e, soprattutto abusi sui bambini. Il genitore, che non è abituato a vivere con suo figlio 24 ore su 24, diventa violento perché è già stressato di suo. Dice, “io non ce la faccio… come faccio ad aiutare te?”.

La sua attività è continuata anche in questo periodo?
Assolutamente. Alcuni hanno deciso di sospendere le sedute, altri hanno scelto di continuarle via Skype; altri ancora hanno scelto di continuare ad incontrarmi.

Le terapie dei bambini?
Per i bambini è più difficile, perché, mentre un adulto può accettare che il rapporto continui su Skype o su whatsapp con i video… un bambino di 2-3 anni che sta in terapia, abituato a stare in una stanza a giocare con il terapeuta, come fa? Anche qui le scelte sono state diverse ma le problematiche nascono per la riservatezza e la sicurezza del bambino che in casa si sente controllato dai genitori.

I ragazzi cosa pensano?
Gli adolescenti pensano come alcuni adulti ad un complotto mondiale. Molti fanno volontariato, si rendono utili. Dobbiamo dire loro che si tratta di una situazione transitoria, non normale, e che non occorre abituarsi perché finirà.

E ai bimbi?
Non si può spiegare razionalmente la situazione ai piccoli. I bambini si accorgono che le cose sono cambiate e si domandano perché… occorre che l’adulto intervenga rassicurando.

Quali le regole per un genitore in questa situazione?
Il rispetto. Il rispetto della privacy. Il rispetto di stare chiuso nella propria stanza collegato con i professori o con i suoi compagni senza la paura di essere ascoltato dai genitori.
Il rispetto vale anche al contrario, nel senso che se un genitore sta lavorando in smart working, deve far capire ai figli, che anche se sta in casa, è impegnato nel proprio lavoro ed ha la necessità di non essere disturbato.

…quali le difficoltà?
Le difficoltà ci sono per i genitori che hanno bimbi dai 3 ai 6 anni. In questa fascia di età i bambini hanno più bisogno di stare insieme e vedere il genitore a casa tutto il giorno, per loro significa, averlo a disposizione….la fatica in questo caso è di entrambi.

La scuola ha fatto un ottimo lavoro
La scuola che ha potuto agire lo ha fatto tempestivamente e con i mezzi innovativi. Purtroppo non tutti sono stati in grado velocemente di cambiare il modus operandi.

Le donne, le situazioni difficili già in crisi da tempo…
Le donne hanno un compito ancora più difficile in questa situazione. Dover stare insieme forzatamente ha creato scompensi, soprattutto negli spazi di piccole abitazioni.
Il mio messaggio alle donne è questo: “Non sopportare le cose ingiuste…” anche se il consiglio è sempre valido!

Sono stati messi in campo diversi sostegni psicologici
Tutte le associazioni professionali hanno messo a disposizione colloqui telefonici gratuiti … In altri Stati queste cose vengono programmate. Noi siamo lontani mille miglia e siamo stati penalizzati dalla distruzione del servizio sanitario nazionale a favore dei privati… Quello che penso è che le fragilità non si risolvono con due o tre telefonate.

La fase due?
Assolutamente necessaria. Non possiamo più avere questa fase di emergenza. Di certo sappiamo che non si tornerà alla vita di prima… in questo momento c’è la necessità di adattarsi con molta precauzione e prudenza al nuovo modo di vivere.

Il ritorno del virus è il pericolo a cui andiamo incontro…
C’è il problema di capire cosa succederà in autunno con la presenza di altri virus tradizionali. L’adattamento è la soluzione, cercando sempre di essere prudenti continuando con le misure di protezione.