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Apriamo le "Case del Sole" per la gioia e la salute dei fanciulli
Di Maria Federici
dal Bollettino CIF - Ottobre 1945
A proposito della "Salute" del Paese, già nel 1948 Maria Federici scriveva:

Se volete rendervi conto di ciò che un popolo vale e se volete misurare la sua civiltà ponete attenzione a ciò che fa o che omette di fare per l'infanzia. Se un popolo, dopo aver subito una grave rovina, rimette in piedi case e officine, ritesse reti di commercio, riprende a navigare e a volare, restaura la normalità nelle abitudini e nelle consuetudini e dimentica di dedicarsi, con altrettanto spirito d'iniziativa alla cura dell'infanzia, quel popolo ha lasciato l'anima sotto le macerie e neppure lo sa. [...]

In Italia la tubercolosi infantile aveva normalmente un tasso poco elevato poichè la malattia per lo più si manifesta, nelle sue forme evolutive, nella adolescenza e nella giovinezza, pur derivando quasi sempre la sua origine da contagi assunti nell'infanzia. Oggi, domandatelo ai medici come stanno le cose, domandatelo a chi organizza colonie, a chi si occupa dell'assistenza, domandatelo infine agli uffici preposti all'igiene e sanità, e saprete che oggi la mortalità della tubercolosi infantile è in assoluto spaventoso aumento. [...]

Che, lo abbiamo già detto, un popolo si fa giudicare da ciò che fa e che omette di fare per l'infanzia.