Mediazione familiare
Legge n. 54 del 2006 sull'affido condiviso

Essa prevede che i coniugi, avvalendosi di esperti, possano tentare di trovare "una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento all'interesse morale e materiale dei figli".La mediazione familiare ha quindi l'obiettivo di aiutare i coniugi a riprendere una comunicazione sufficiente,che consenta a loro di definire autonomamente accordi funzionali al benessere proprio e dei figli. Generalmente la mediazione dura da un minimo di otto a un massimo di  12 incontri in un periodo compreso fra i tre e i sei mesi. Fondamentale la fase iniziale, durante la quale il mediatore deve accertare quali sono le reali intenzioni della coppia che si è rivolta a lui.

Motivazioni spesso incerte
Molto spesso le coppie non hanno ben chiaro se desiderano separarsi e quindi ricorrere alla mediazione familiare oppure rimanere insieme facendo ricorso a una "terapia di coppia": si tratta della questione più importante da appurare preliminarmente. Di certo non può essere lo stesso professionista a occuparsi della coppia in due tipi di aiuto così diversi.. Pertanto gli approcci del mediatore hanno una graduazione di modelli, si va da quello psicologico che cerca anche di capire le cause a quello puramente contrattualistico che guarda solo alla regolamentazione dei rapporti futuri, e ogni coppia deve trovare l'approccio che risponde meglio alle sue esigenze ( fonte: centro studi e ricerche dell'università Cattolica di Milano). C'è libertà di interrompere in ogni momento il lavoro intrapreso per qualunque ragione ed il mediatore non impone soluzioni: a decidere devono essere solo i coniugi. Se la coppia è ancora convivente si svolgono solo pochi colloqui volti ad aiutare i coniugi a prefigurarsi cosa può succedere nella loro famiglia a separazione avvenuta. Poi il percorso va interrotto per riprendere, su richiesta, solo se la separazione viene effettivamente decisa.  Per quanto riguarda i costi della mediazione si va dalla gratuità più assoluta garantita da molti centri pubblici ai 600/1000 euro che può arrivare a chiedere una struttura privata. Accanto ai servizi della Asl, ai consultori familiari, ai Centri per il volontariato, esistono studi di professionisti e associazioni iscritte al registro regionale.