Censimento delle associazioni
In base all'art. 30 del Dl 185/2008
| L'Agenzia delle Entrate rivolge 38 quesiti alle associazioni con il modello "Eas" . La finalità delle norme è quella di consentire all'Agenzia di acquisire dati e notizie utili, diversamente non acquisibili, per far emergere le cosidette "false non profit". Molte delle informazioni che l'Agenzia chiede agli enti sarebbero già in possesso di quelle amministrazioni pubbliche (le Regioni) e delle stesse direzioni regionali delle entrate, che controllano le associazioni in forza delle normative speciali (fra tutte le associazioni di promozione sociale). Sebbene la legge n. 241/90 e lo statuto dei diritti dei contribuenti affermino che "non possono essere richieste, informazioni già in possesso dell'amministrazione finanziaria e di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente" e l'Agenzia delle Entrate abbia assicurato che la dichiarazione è, in sostanza, un censimento, con la circolare 12 della stessa Agenzia si afferma che chi non partecipa al "censimento" perde l'agevolazione con conseguenze gravi sul suo status di ente non commerciale. Infatti, in caso di inadempimento, le associazioni non potranno considerare decommercializzate le quote sociali e le entrate derivanti da cessione di beni e dalle prestazioni di servizi contro corrispettivo, effettuate a favore dei soci. Poiché per le piccole organizzazioni gran parte delle entrate è rappresentata proprio dalle quote e dai corrispettivi da soci, la perdita della qualifica di ente non commerciale resta, dunque, un pericolo. Viene ridotto l'adempimento, in seguito anche alla proroga, ad altre categorie di associazioni e in particolare, alle associazioni che sono già iscritte in pubblici registri o conosciute dall'amministrazione pubblica. A tal proposito però si succedono ancora tavoli di lavoro presso il Ministero del Lavoro con i rappresentanti delle principali associazioni, onlus e organizzazioni. In particolare, il rappresentante legale deve dichiarare in base ai punti 10 e 27 del modello se i componenti degli organi amministrativi percepiscono compensi, indennità, rimborsi, spese forfettarie, e il codice fiscale degli amministratori dell'ente. Dati che sono apparsi a molti eccessivi rispetto alla logica dell'articolo 30 e alle finalità del censimento fiscale delle associazioni. Nei quesiti 31 e 32 poi si chiede al legale rappresentante di dichiarare che i contributi pubblici sono pari a euro ..., e se esistono avanzi di gestione, ma in nessuno dei due casi c'è un anno di riferimento. E' stata stabilita la proroga al 15 dicembre 2009, che rappresenta un'importante ammissione dell'amministrazione finanziaria a proposito della complessità dello strumento previsto dall'articolo 30 del Dl 185/08. Il comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 15 ottobre ha escluso, esentandole, le Onlus, perché già considerate sotto il controllo delle direzioni regionali delle entrate, che provvedono a verificarne sia i requisiti formali in sede di acquisizione della qualifica fiscale, sia il concreto perseguimento delle finalità statutarie in occasione di controlli per settore di attività. Nell'elenco delle esentate si aggiungono, oltre alle Onlus, le organizzazioni di volontariato che realizzano attività commerciali e produttive in linea con il DM 25 maggio 1995, le pro-loco e le associazioni sportive dilettantistiche. |