Dall’intervento di Renata Natili Micheli

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Incontro Maria Chiaia: una visione tra passato e futuro – 30 gennaio 2020

Grazie a tutte voi che in qualche modo avete accompagnato la storia di Maria e quindi anche la storia dell’associazione.

Non ci possiamo nascondere che l’associazionismo oggi soffre di grandi limitazioni. Eppure l’associazionismo storico come è stato il Cif e come è l’UDI non hanno voluto significare solo servizio al territorio e servizio sul territorio a partire dal difficile contesto del secondo dopoguerra. Chi ha conosciuto Maria e chi ha conosciuto anche la storia dell’associazionismo cattolico e l’Udi, sa che sui due versanti quelle donne hanno messo tutte se stesse in gioco per realizzare un’azione concreta di solidarietà e ricostruire la coscienza di un popolo che in 20 anni di dittatura era stato smarrito.

Su questo versante della testimonianza di una fede vissuta e praticata anche come qualità e virtù politica, Maria e le donne dell’associazionismo Udi e Cif si sono mosse. Non sono mancati momenti di grande conflittualità in questo percorso. Maria qui è stata ricordata come donna del dialogo e del confronto. Non vorrei che questo buonismo ammantasse quella che era la vera personalità di Maria. Maria non ha mai smarrito neanche per un attimo la coscienza della finalità dell’associazionismo e dell’associazionismo cattolico. Non a caso il tornante storico nel quale Maria ha diretto l’associazione era quello che oggi viene definito con un linguaggio giornalistico molto approssimativo, ‘i magnifici anni Novanta. Quei magnifici anni Novanta era il momento nel quale la storia con il crollo del muro di Berlino tramontava – per usare un’espressione di Nancy Fraser – e la nuova storia non nasceva.

Maria e le donne che in quel momento entravano sul palcoscenico della storia andavano recuperando lentamente e faticosamente una difficile coscienza civile. Maria non smarrì mai un aspetto fondamentale: una coscienza civile e politica delle donne deve essere sorretta da una forte ispirazione. Maria ha questa forza dell’ispirazione, certo donna del confronto e del dialogo, ma donna che aveva ben chiari sia i mezzi che i fini da raggiungere oltre alle difficoltà di quel decennio. Di fronte alla crisi dei soggetti politici, all’emergere della Lega, allo schematismo del dibattito sulla legge elettorale Maria diceva alle donne: non permettete che vi dividano ancora, ci sono già state le stagioni dell’ira, dell’aborto, del divorzio che hanno ammalato anche la grande costruzione del consultorio in difesa della vita, non permettete che questo si ripeta.

Quest’anno come Cif abbiamo individuato come tematica dell’8 Marzo I diritti delle donne sono diritti umani, proprio in continuità con quella stagione politica. Ci rendiamo conto che le donne non devono permettere a forze politiche, più o meno democratiche, di servirsi ancora della questione femminile per ricomporre un quadro politico che noi consideriamo pericoloso.

Questo diciamo a Maria, perché sicuramente Maria ci ascolta, almeno noi cattolici ci crediamo, diciamo a Maria grazie per quello che sei stata, grazie per quello che sei, grazie per quello che hai seminato, speriamo che chi verrà dopo di noi potrà ringraziarci se saremo state fedeli custodi e testimoni della tua eredità. Grazie