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Una Bambinata?
Roma, 14 luglio 2017

Comunicato a firma delle giovani aderenti CIF presenti dal Nord al Sud dell'Italia  che ci comunicano le loro riflessioni, il loro sentire e la loro inquietudine quando soprattutto un'Istituzione, in questo caso il sindaco di Pimonte (NA),  si esprime in modo becero e irresponsabile.

 

BAMBINATA s.f. (cosa, discorso, azione) fesseria, ragazzata, sciocchezza, infantilismo, monelleria, marachella (Dizionario dei sinonimi e dei contrari). Sono inquietanti le parole del sindaco di Pimonte (un piccolo comune vicino a Napoli), Michele Palummo, che nella puntata di "L'aria che tira" del 3 Luglio scorso ha descritto lo stupro di gruppo su una sua concittadina, una ragazzina di 15 anni da parte di coetanei (fra cui il suo ragazzo!) come una "bambinata". Ormai è passata, dice. Dichiara subito dopo che sono tutti minorenni, che è un caso isolato. Bambinata? Uno stupro ripetuto, il filmare le violenze col telefonino, il conseguente ricatto non sembrano cose da bambini. Sembra invece essere frutto di una mentalità ben più criminosa. Passata? Sicuramente non sarà mai passata per quella ragazza che in ogni caso si porterà dietro tutta la vita ciò che le è successo. Magari riuscirà a conviverci, a tornare ad amare, ad aver un nuovo fidanzato, a formarsi una famiglia. Di certo, non dimenticherà. Isolato? Chissà quante altre ragazze, per un caso isolato (!), hanno passato lo stesso inferno e non hanno mai trovato il coraggio di denunciare per paura, ricatto, vergogna. Dopo che la comunità ha minimizzato, la vittima è stata costretta a lasciare il nostro Paese e tornare in Germania. Il sindaco di Pimonte, per le affermazioni sessiste e nonostante le tardive scuse, dovrebbe rassegnare le dimissioni immediate: "non è degno del ruolo che ricopre - scrive, su Facebook, la Senatrice Francesca Puglisi, Presidente della Commissione d'Inchiesta Femminicidio - merita una sanzione". In che anno siamo? In che Paese viviamo? 2017, Italia. Il 10% delle donne vittime di violenza, l'hanno subita prima dei 16 anni, ed ancora il 16% delle ragazze delle scuole secondarie ha subito violenze psicologiche, il 14% molestie nel rapporto di coppia, il 13% violenza fisica (dati dall'audizione della Ministra Fedeli in Commissione d'inchiesta Femminicidio, 5 Luglio 2017). Il senso di questa brutta storia? Nessuno. Razionalmente è inspiegabile. Abbiamo ancora un lavoro enorme da fare, noi donne, le Istituzioni, la scuola anche con corsi di formazione per i docenti, le famiglie: un'azione comune per cambiare mentalità, per cambiare schemi, per prevenire, oltre che curare, la violenza di genere. La violenza di genere esiste anche se c'è ancora qualcuno che la nega. Bambine, ragazze e donne molestate, vittime di stalking, uccise per "asimmetria di potere". Dobbiamo continuare a lavorare, per creare una società in cui non siano più presenti squilibri per cui è vittima chi ha meno possibilità di difendersi o viene percepita come tale: donne dipendenti economicamente dal marito/compagno, donne straniere, ragazze vittime di stalking, donne dipendenti vittime di mobbing da parte del datore di lavoro, professioniste che non avanzano di carriera per colpa di stereotipi, bambine sfruttate sessualmente o vittime di tratta.

Letizia, Arianna, Giulia, Iara (CIF Piacenza),   Tecla, Veronica (CIF Finale Ligure),  Maria Chiara (CIF Venezia),

Nicole, Irene  (CIF Cartigliano),   Adrea Iris (CIF Bagnara Arsa), Paola, Fabiola (CIF Roma), Maria Teresa (Melito Porto Salvo),  Ida (CIF Chieti), Romina (CIF Benevento), Letizia, Fiorenza, Stefania, Arianna (CIF Palermo)