Immigrazione: un SOS per la questione femminile
COMUNICATO STAMPA
Roma, 5 ottobre 2010
Roma, 5 ottobre 2010
| E' davvero inaccettabile che si possano giustificare comportamenti violenti nei confronti delle donne perché espressione di usi e costumi dei paesi dai quali si proviene, usi e costumi comunque primitivi e violenti. Chi vive in Italia ha l'obbligo di rispettare la nostra Carta Costituzionale, posta a fondamento della convivenza civile. Il grave ferimento a Novi in provincia di Modena della giovane pakistana Nosheen, da parte del padre e del fratello per aver rifiutato le nozze combinate e l'uccisione della madre di Nosheen perché con coraggio ha difeso la dignità della propria figlia e la sua libertà di scelta, ripropone altri fatti simili di cronaca accaduti nel nostro Paese; questo addolora tutte le donne e in modo particolare le aderenti del Centro Italiano Femminile. Nell'esprimere apprezzamento per la richiesta del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna di essere ammessa come parte civile nel processo contro Hamad Khan Butt, autore del crimine, la presidente nazionale del Cif Maria Pia Campanile Savatteri sottolinea come tra i problemi da affrontare quando si parla di integrazione debba essere posta una rilevante attenzione alla questione femminile ed auspica in tal senso una campagna di promozione culturale e sociale a favore delle comunità di immigrati: spot televisivi, corsi nelle scuole, corsi di formazione da svolgersi anche nei posti di lavoro e indirizzati a tutti, donne e uomini immigrati, affinché si diffonda la consapevolezza della dignità della donna, quale soggetto di diritti, e insieme la conoscenza delle leggi a difesa di chi subisce violenza. A Nosheen l'augurio di guarire al più presto almeno dalle ferite del corpo. |